PERCHE’ UNO SCRITTORE SCRIVE…riflessione di Michele Cologna

Michele Cologna

 

La ragione per la quale uno scrittore scrive?

 

pubblicata da Michele Cologna 

Parliamo di scrittori.
Chiaro, quelli veri.
Non di coloro che, come bambini delle Materne, sporcano i fogli e credono di aver creato l’opera d’arte.
Qual è la ragione per la quale uno scrittore scrive!?
Per fare soldi?
Essere ammirato e gratificato da una moltitudine di fans, ancor meglio se giovani e belli?
Essere ricordato a futura memoria, magari per il tramite della propria effigie?
Oppure, ancora, per assaporare la vertigine postuma di qualche strada a proprio nome?
Tante altre ipotesi simili potrebbero essere formulate, e tutte conterrebbero una briciola di verità.
Ma la ragione più autentica, vera qual è!?
Perché uno scrittore si sottopone alla fatica di scrivere?
Azzardiamo qualche congettura: forse per comunicare il proprio pensiero!?
Chissà, per parlare ai posteri anche quando egli non farà parte più della comunità dei viventi!?
Per lasciare una testimonianza dell’epoca, del periodo, di un accadimento?
Forse perché pensa così di onorare il Logos, la Parola che è l’unica cosa che fa la differenza con gli altri animali!?
Queste supposizioni se non contengono tutta la verità una parte consistente certamente sì.
Fermiamoci.
Quest’estate, ultima settimana d’agosto, son venute a trovarmi a San Severo due amiche francesi, Mireille e Maryse, conosciute in internet.
Entrambe queste signore, di età attempata 67e 62 anni, amano la lingua e la letteratura italiana.
Per integrare il ritratto, o marcare la differenza con la nostra mentalità che erige mille impedimenti alle nostre ragazze, diciamo che 50 anni fa, queste allora signorine son venute in Italia, soggiornandovi un anno, – una presso l’Università di Siena, l’altra presso quella di Napoli – per sostenere l’esame di lingua italiana.
Ora una è in pensione, Mireille e l’altra, Maryse insegna in Germania, ad Amburgo teatro francese.
Con delle persone che amano l’arte, la letteratura di che cosa vuoi parlare se non di arte e letteratura?
Stava Maryse leggendo le Novelle del Verga e quasi tutti i giorni me ne scriveva stupita ed estasiata.
Suggerii lei il capolavoro dello stesso i Malavoglia e partendo da questi le descrissi un po’ il nostro Mezzogiorno e, a mia volta innamorato, la nostra civiltà contadina.
Le parlai delle antiche produzioni, del nostro territorio.
Degli usi e costumi da tempo dismessi e ora più che mai.
Della laboriosità di coloro che avevano trasformato una terra assetata in giardino.
Dei vigneti a filari, degli olivi, i cotogni, i mandorleti che si stendevano a perdita d’occhio.
Dei cafoni afoni per cultura scolastica ma che la sera, dopo una giornata di duro lavoro, tornando a casa a piedi o i più fortunati in bicicletta, omaggiavano le loro signore con un garofano rosso. Fiore immancabile in ogni pezzettino di terra.
Il pezzo di terra come salvadanaio per maritare le figlie.
Il duro, duro lavoro e la grande serenità, l’intelligenza di un popolo che il grande meridionalista Tommaso Fiori aveva definito “un popolo di formiche”.
Parlando di tutto ciò potevo non accennare del più grande sanseverese che di questa dura civiltà ne ha scritto commosso pagine indimenticabili?
Il nostro Verga: Nino Casiglio con i suoi “Acqua e sale”, “Il Conservatore”, “La Strada Francesca”, “La Dama forestiera”…
Accesi tanto la loro curiosità che nel programmare le loro ferie inclusero una settimana per visitare San Severo, Monte Sant’Angelo, Vieste.
Evidente e grande fu la loro delusione nell’osservare il contrasto tra la bellezza del paesaggio e il degrado della nostra campagna.
Dappertutto terra bruciata. Arsa dal sole ma ancor più dalla mano dei nostri fieri “imprenditori” agricoli (non contadini, questi sono altra cosa).
Altrettanto sbalordimento nella forte contrapposizione tra la bellezza del nostro centro storico e l’abbandono, la sporcizia, la stravaccata sguaiataggine dei novelli abitanti dello stesso.
Mi sentii ladro delle loro aspettative.
Li condussi da Notarangelo con l’intento di sdebitarmi donando loro qualche libro del nostro Verga: Nino Casiglio.
Nessuna disponibilità.
Nino Casiglio è afono.
La sua voce, il suo pensiero sono morti. Con lui. 

COMMENTI
 

Rosanna Grieco Ciao Michele… grazie per taggarmi sempre nei tuoi racconti li leggo sempre volentieri… complimenti per la profondita’…
Daniele Cacciato caro Micheleil problema è di largo spettro. Io scrivo perchè non ne so fare a meno, ma io non sono uno scrittore e quindi non faccio testo. Per quanto riguarda il resto ritengo che la cultura, così come la bellezza e l’arte siano pornografia in un mondo di lerciume in cui l’essere muore soffocato dall’apparire. Non esistono fondi, ne badget, ne interesse nei confronti della scrittura. Tutto si riduce ad una misera logica di profitto e di mercato. Questo degrado è maggiormente visibile nel meridione per mille motivi in realtà. Ma il meridione ha una storia macchiata di sangue. Una storia negata, umiliata, degradata, offesa e che alla lunga ha portato a quella strana forma di apatia, madre dell’ignoranza. Potrei dilungarmi, ma rischierei di diventare volgare
Lidia Bellavia Michele, non mi sono mai “investita del Titolo di Scrittrice, ne di Poetessa, sono solo una donna “che potrebbe imbrattare pagine di doloroso vissuto e a volte di riflessioni”, ma mai con la presunzione di “essere ricordata” ne mensionata “da grandi scrittori”! Ritengo però di arrivare al cuore, all’anima di chi legge e voglio sperare che tutti i commenti sulle mie note siano veri e sinceri, “anche se nulla toglierebbe al mio sentire quando scrivo, “perchè “è lei a scrivere al mio posto”! Sai che ho sempre ammirato e stimato le tue Liriche scritte con grande Maestria e continuerò a farlo”! Grazie Lidia”!
Bosco Di Hern Ciao Michele buonasera :) A quei pochi che mi hanno chiamato scrittore o poeta, ho risposto che sono semplicemente un libero pensatore… magari a volte penso con le rime, ma nulla di più.
C’è una cosa che ho sempre pensato riguardo i poeti, gli artisti e anche gli scrittori, quelli veri:
“Ci può essere della poesia in alcune parole che diciamo, come ci può essere arte in alcuni gesti che facciamo. Una delle cose belle del poeta o dell’artista è il fatto che sono le persone che riescono a cogliere ed apprezzare le emozioni trasmesse, a renderli artisti e poeti. Chi esalta se stesso da artista o da poeta, sarà soltanto ricco di presunzione, ma sicuramente povero di emozioni da donare”.
Per me un’opera, scritta, scolpita o dipinta, diventa tale se riesce ad essere apprezzata anche soltanto da una persona, indipendentemente da vincoli economici, di amicizia, di parentela o di simpatia con l’autore nonché della sua bellezza fisica, tutto il resto (giustamente) si confonde nell’infinita varietà dei gusti e della sensibilità che ci caratterizza, e che è cosa buona e giusta saper accettare.
Riguardo le tue amiche, posso dire che hanno trovato la persona giusta capace di far conoscere la parte migliore del nostro territorio, di cui la grande sensibilità e l’attaccamento alla terra e alla natura, sono tue virtù che ho sempre apprezzato e ammirato (a proposito di quello che ho scritto prima, questo è quel “cogliere” che intendevo). Di certo c’è sempre l’altra parte della medaglia che guarda caso il più delle volte resta nascosta soltanto a chi invece dovrebbe essere il primo a vederla… ma ci sono anche tante persone stupende che senza guadagnarci nulla si battono per risanare anche soltanto una piccola parte di quel degrado…
Grazie Michele, buona serata :)
Anna Maria Annina Gabetta CARO MICHELE ,LO SCRIVERE E IL LEGGERE E’ UNA NECESSITA’ PER OGNI UOMO ,MA TU PARLI DI SCRITTORI,LO SCRITTORE, IL PITTORE , IL FARMACISTA ,SONO MESTIERI CHE UNA PERSONA SCEGLIE PERCHE’ E’ PORTATO A DETERMINATE COSE ,IL PROBLEMA NASCE PERCHE’ UN BAMBINO DI UNDICI ANNI TANTI ANNI FA SAPEVA QUELLO CHE VOLEVA ,ORA UN BAMBINO DI UNDICI ANNI ,SI CREDE GIA’ UOMO , NON SA COSA VUOLE DALLA VITA E HA DECIDERE PER LUI SARANNO I GENITORI ,COSI’ NASCONO I CATTIVI SCRITTORI , I CATTIVI PITTORI E I CATTIVI FARMACISTI . E’ VERO CHE NON BISOGNA MAI GENERALIZZARE ,NON TUTTI SONO COSI’ ,MA A PARER MIO QUESTO E’ IL PROBLEMA DI FONDO .CIAO MICHELE ,GRAZIE ,BUONA SERATA UOMO!
Hoseki Vannini l’hai fornita su ” una riflessione d’argento” la risposta al tuo questo …si scrive perchè non sia dimenticata la nostra umanità…si scrive perchè non vada dispersa la ricchezza di un pensiero che, oggi, o domani, nemmeno più si sa formulare …si scrive per onorare l’esser vivi in noi …il resto è… piacevole nulla …grazie …l’acutezza del tuo testo dà lucidità e vanto all’arte di scrivere , la colora di eternità …
Valentina Di Caro Tempo fa in un video di presentazione al mio libro dissi che trovare dieci euro per le macchinette era molto più semplice che trovarle per un libro…il sostegno alla cultura è pari a zero, quando invece dovrebbe essere tutelato al pari delle specie in via di estinzione…
Il mezzogiorno, il nostro mezzogiorno, mi dispiace dirlo è stato trascurato dalle stesse persone che avrebbero dovuto tutelarlo, quelle persone che hanno accusato i predecessori di negligenza e caricato i posteri di responsabilità future…
Una prece per la nostra storia andata in fumo… e se la nostra storia siamo noi…questo mi rattrista molto….
Antonio Lettera Calvino, spiegando la genesi del suo capolavoro ” I sentieri dei nidi di ragno”, scrisse una pagina di sconcertante acume riguardo al problema della genesi di un’opera letteraria. Italo riferì che quel romanzo lui non lo aveva scritto, aveva solo prestato orecchio alla poesia che e alle angosce che gli capitava di sentire. Chiunque avrebbe potuto scrivere quel libro perché apparteneva a tutti, chiunque avrebbe potuto strappare la parola da bocca perché quelle righe raccontavano un’esperienza comune e perciò letteraria. Non conta il libretto, ma la musica, e la musica ha bisogno del teatro. Gadda riferì che la sua polifonia e il suo pregio artistico- cioè la flessibilità barocca del suo linguaggio violento- non era creazione, era semplice riflesso di un mondo storto e allucinato, una semplice traduzione. Credo che ogni opera nasca da un bisogno intimo, ma quando l’opera esce per le strade allora il bisogno da intimo diventa esteriore. Forse ogni creazione artistica nulla è se non un mettere in fila parole…il lettore poi le carica di senso suo.Nessun libro è più illuminante a tal proposito del romanzo di Calvino ” Se un viaggiatore una notte d’inverno”, dove la superbia dell’artista e il suo esclusivismo vengono dissacrati con un’intelligenza feroce e insieme divertita. Quello che so di certo è che chi vede una moschea dove gli altri vedono una catapecchia, costui è creatore e poeta…GRAZIE MICHELE..UN ABBRACCIO SINCERO
Marina Rossi Michele caro ed al mio cuore tanto vicino ! .. Splendida domanda .. ! .. E difficile risposta ! .. Tu sai bene che io non sono scrittrice nel senso stretto della parola .. Io scrivo per diletto .. E a volte ben mi riesce .. A volte molto meno ! .. Ma Perchè io scrivo ? .. Per quanto mi riguarda é una necessita Dell ‘ anima .. Un rovesciare su carta la parte di me che altri non conoscono .. Ma soprattutto che non conosco io stessa ! .. Sai .. Amo il ben scrivere .. La letteratura italiana .. Le esegesi dlelle fonti .. Da tempo .. Che neppure ricordo ! .. È parte di me .. Lo scrivere è la mia seconda pelle ! .. È come vivere in due in unico corpo ! .. Sangue scorre più veloce .. E polso si accelera .. Quando .. Come in un grafico d ‘ oro .. Mi sembra di fare poesia ! .. Vorrei scrivere qui la prefazione di un mio libro .. In cui proprio questa mi ponevo come domanda ! .. Ma mi sembrerebbe di cattivo gusto ., e non adattio al mio modo di pormi ! .. Questa é naturalmente una risposta personalissima ., che prescinde dalle valutazioni .. Giuste e che condivido fatte da te .. Circa il ricordo che di noi si lascia circa una pulizia mantenuta e voluta della nostra bella lingua italiana ! .. Voglio ringraziarti .. Inoltre ed invece per lo splendido spaccato di quella società meridionale .. Di quei ” cafoni ” ., di quello splendido sole del sud .. Che mi brucia la pelle e la mente .. E che purtroppo poco conosco ..personalmente ! .. Si , verga e Purandello .. Ottimi pittori e splendidi narratori .. Che fin dal ginnasio ho imparato ad amare ! .. Ma penso che vivere i giardini di fichi d ‘ India . Il profumo di zagare in fiore .. Di zolfo ..o dei carri che all ‘ imbrunire portano uva matura alle cooperative .. Sia tutt’altra cosa ! .. E nell ‘ aria profumo di sole .. Di uva passa .. Di .. Mari a me sconosciuti. ! .. E ancora una volta mi salti nel cuore ! .. Grazie ancora .. E di cuore ! ..
Marina Rossi Ops .. Errata corrige .. Pirandello e verga .. Pittori = descrittori . Di una società a me molto cara .. E parole .. Paion colpi di pennello !!! .
Antonio Di Martino Mi stupisco che qualche imbroglione non abbia ancora pensato di aprire una scuola di scrittura. (A. Cravan, dadaista-pugile, 1914)
Cettina la Placa Premettendo che non sono una scrittrice e neanche una poetessa, ciò nonostante, ritengo che la scrittura creativa sia un modo per esprimere all’esterno ciò che inconsapevolmente non si conosce ancora di se stessi,…… cioè quelle emozioni che, in doloroso silenzio, sono state messe a tacere nel subconscio.
Credo, che scrivere, non sia affatto un atto per raggiungere la gloria o per nutrire il proprio orgoglio, piuttosto, ritengo che scrivere sia una forma catartica che, se messa in atto con verità, può emozionare se stessi, ma soprattutto i lettori.
Grazie Michele, per questo tag, che mi ha dato la possibilità di esprimere la mia riflessione a riguardo ! Un abbraccio! ♥
Anna Mäder da anni mi occupo di pittura, non ho mai potuto concepire un’ opera senza leggere poesie, ascoltare musica, immedesimarmi nella natura delle persone. per il momento traduco poesie di una signora tedesca che mi ha semplicemente rapito il cuore e l’ anima. trovo che nella vita non esistano emiozioni più belle e questo mio nuovo nobile incarico è uno di essi
Francesca Gallello Home » Scrittori del sud cancellati dai libri scolastici, la Calabria ne chiede il “reintegro”
Scrittori del sud cancellati dai libri scolastici, la Calabria ne chiede il “reintegro”

red – La giunta regionale, su proposta dell’assessore Mario Caligiuri, ha recepito un atto di indirizzo con il quale si prende atto che le indicazioni nazionali nella redazione dei libri di testo dei licei ha, di fatto, estromesso gli scrittori meridionali e le scrittrici donne.

L’esecutivo regionale ha, dunque, inviato al ministro dell’istruzione una ufficiale richiesta di integrazione delle indicazioni nazionali con autori del sud e con autrici di tutte le regioni italiane

“Tra gli autori del novecento – spiega l’assessore alla cultura della regione Calabria – si nota l’ingiustificata assenza di scrittrici, con la sola eccezione di Elsa Morante, mentre mancano del tutto gli autori del Sud della seconda metà del novecento, tranne Luigi Pirandello e Giovanni Verga, che appartengono alla prima metà del secolo.”——————————————– Io scrivo da sempre…una vita. Ho scritto il mio primo romanzo all’età di 9 anni , sembrerà strano per l’età, ma il romanzo trattava il comunismo ( sono cresciuta in una sala del partito) , perchè uno scrittore/scrittrice decide di scrivere, chiede il mio carissimo amico, Michele… io iniziai a scrivere per il semplice fatto che amavo leggere… la mia famiglia non era ricca e in casa avevamo solo testi scolastici. I lib. che stavano nella bib. di scuola erano pieni di polvere e puzzavano di umidità…così decisi di scrivere ciò che mi sarebbe piaciuto leggere…romanzi d’amore, storie e poesie… ho quindi iniziato a scrivere perchè amavo e amo leggere… per rendermi felice… certamente c’è anche chi lo fa per altri motivi buoni o cattivi , non so. Ma io , io scrivo perchè mi rende viva dar vita a personaggi, storie e sogni… e quando questi miei scritti riescono a far sognare anche altri….è il massimo ♥ _____________________ e quando leggo dei link, come quello che ho qui sopra postato… mi vengono i brividi… come si può cancellare dai testi scolastici, autori del nostro sud, autori che hanno costruito la nostra cultura… Un tempo i fascisti bruciarono i libri….oggi lo stato brucia gli autori del sud….questo atto è come il museo Lombroso : un’offesa all’umanità , non solo al sud… non ho parole… Un bacio a te , Michele ed un caro saluto a tutti.

Anna Maria Ciaurro ‎(Premetto il mio pensiero)
Chi scrive lo fa per se stesso.
Per chi avrà la voglia di leggere i suoi pensieri ,poichè altre aspettative non può azzardare.
Perchè il “dopo” è ignoto e anche se (Il Pensiero) si allungasse al di là della sua esistenza
Egli non ne verrebbe mai a conoscienza.
( E Forse anche molti alrti)
Anche quelli eccellenti quelli veri, come dici Te Michele anzi, come Te non hanno aspettative.
Vedi Il Verga del Mezzoggiorno… Casiglio Nino, nessuna traccia se non nelle pagine di chi ne conosce il nome… Sono andata a cercarlo su Wikipedia.
Io non ne avevo sentito mai parlare.

“ Francesco Giuliani, Nino Casiglio. La lezione sbagliata, in appendice 14 racconti sciolti dello scrittore, San Severo, Felice Miranda Editore, 1996.
Francesco Giuliani, La novellistica di Nino Casiglio, in “La Capitanata”, Rivista della Biblioteca Provinciale di Foggia, anno XXXIV (1997), pp. 169-204;
Nino Casiglio. L’uomo, la vita, l’opera. Atti del Convegno di San Severo. 14 novembre 1996, a cura di Benito Mundi, Foggia, Edizioni del Rosone, 200. “
C’è anche la ricerca sulla sua vita.
***
Tutta la bellezza da Te descritta nei confronti di un luogo da Te tanto amato che ha suscitato curiosità nelle due Turiste amiche, ha dato a loro, due modi di vedere la realtà.
L’una; nuda e cruda constatata dalla loro vista prima e la delusione aggiunta di non aver avuto modo di poter leggere il tanto elogiato Scrittore.
L’altra, quella che tu le hai raccontato attraverso i Tuoi occhi di scrittore.
Ecco cosa fa lo scrittore…
Oltrepassa il confine e con il suo dono mette in evidenza quello che altrimenti rimarrebbe sommerso. .
La ragione per la quale lo scrittore scrive?
Potrei dire la mia su quello che “lo scrittore” riesce a darmi:
Il modo per accostarmi alla sua visuale,
la possibilità di ampliare la mia,
e di reagire alla curiosità che riesce a suscitare in me.
Grazie Mille per i tuoi Occhi Amico Mio.
I tuoi scritti insegnano, regalano il fermo immagine e fanno riflettere.
Tu Scrittore!

Michele Cologna ‎***
Anna Maria,
quel signore di nome Giuliani, fascista e figlio di fascista.
Nipote del sindaco fascista, è colui che ha razziato i soldi e pubblicando le sue indecenze, ha prosciugato i fondi.
È lui e la destra ignobile e la sinistra pezzente e assente che hanno lasciato senza voce il grande Casiglio.
La cultura è affare e in questi sono i pezzenti a vincere.
Si sono impossessati di un uomo di sinistra e ne hanno stravolto il pensiero e le azioni postume.
Povero Nino Casiglio, povera cultura, povera Italia.
Questo pezzo era un articolo di terza pagina di un giornale sul quale scrivevo.
Il direttore fu bloccato dall’editore nella pubblicazione!
Era chiara l’accusa all’amministrazione comunale e lui, essendo editore impuro, non poteva permettersi di pubblicarlo.
La censura si estrinseca attraverso tanti canali e così Nino Casiglio, l’uomo di “Acqua e Sale”, della “Strada Francesca”, del “Conservatore”, capolavori letterari e di civiltà e costumi, è morto per sempre.
Ora c’è il Nino Casiglio interpretato da un fascista e pezzente che mai avrebbe potuto alzare lo sguardo su di lui.
Tina Altea cara michele ti ringrazio di avermi taggato ma tu sai che io leggo ma non scrivo e i mie commenti cmq vogliono essere brevi e concisi.Faccio una netta distinzione tra gli scrittori… chi scrive è perche’ sente di comunicare qualcosa… il dopo egli non lo sa.. In quanto al meridione hai toccato una piaga che fa scoppiare in me tanta rabbia e mi fa sentire male, chi osa criticare il degrado egli non conosce la storia, e quindi non suscita in me interesse…. Quel pezzo d’Italia era la piu bella, la piu’ ricca, la piu’ prosperosa, faceva gola a molti…. l’hanno voluta colpire in un modo ignobile, qui mi fermo, perche’ direi parole pesanti e non è il luogo. Un caro saluto a te e ai tuoi ospiti bellissimo dibattito!
Maria Pia Monicelli Concordo con Antonio Lettera. Grazie per questa riflessione che un po’ s’accosta anche al mio stato su FB di oggi. Ti abbraccio
Alma Pirari Leggere, leggere, leggere. Qualunque cosa, nella lingua conosciuta, in quella lingua materna che mai si può trascurare né dimenticare. Leggere in quelle lingue che si sono apprese o anche solo comprensibili. Certo non tutti possono essere scrittori o poeti! Disgraziatamente, non tutti hanno questa dote in più grande o minore misura. Ogni essere umano ha le sue qualità, i difetti e… le doti. Chi è dotato per una cosa chi per un’altra, ma ognuno, certamente, in modo diverso.
Per quanto mi riguarda, ahimè, con grandissimo rimpianto, pur adorando la poesia e la scrittura, non posseggo le qualità né le doti neppure di un mediocre poeta o scrittore. Direi, comunque per essere mediocre!!! …Ciononostante capisco e ammiro quel fuoco che irrompe nell’essere umano quando un’idea lo assale, lo invade e la necessità di esprimerla diventa persino sofferenza.
Tutto ciò per sé stesso, certamente. Tuttavia, sapere che ciò che si esprime può essere non solo diletto. ma anche motivo di riflessione, di cultura, di educazione non solo letteraria, per coloro che leggono le loro espressioni poetiche o di scrittura, dev’essere necessariamente motivo di piacere se non di orgoglio. Orgoglio di aver contribuito ad accrescere, non foss’altro che in un solo essere umano, quella ricchezza che si può acquisire attraverso i sentimenti, le idee, le convinzioni di un altro essere umano che si ammira o anche con le cui idee ci si contrappone. Insomma in una dialettica che non può che essere costruttiva e di arricchimento. In quei pensieri sui quali si sviluppa uno spirito critico che necessariamente permea lo spirito di coloro che non riescono a sottrarsi alla bellezza, all’intensa armonia in cui si viene coinvolti.
Io che sono niente, che non ho la capacità di coinvolgere nessuno con scritti o poemi, dico ai poeti, agli scrittori: “Grazie di esistere, di permettermi di arricchire con le vostre capacità artistiche e letterarie, il mio spirito, la mia anima”. Grazie Michele, sei sempre meraviglioso nel dare l’imput a riflessioni che non possono che accrescere il nostro pensiero. TVTB ♥♥♥
Alma Pirari Ho espresso il mio pensiero sul tuo quesito: La ragione per la quale uno scrittore scrive?
Riprendo, come altro capitolo, il contenuto della tua nota.
I problemi da te sollevati. La tua amarezza, per come sono stati negletti e trascurati in ogni dove, coloro che hanno dato lustro alla tua terra. La tua terra che è tua, è mia, è di tutti gli italiani, è di tutti coloro che hanno il diritto di conoscerli. Conoscerli potrebbe essere anche un diritto universale. Conoscerli, come si conoscono Verga, o i nomi indimenticabili della nostra letteratura dai primordi fino ai nostri giorni. Capisco anche il tuo dolore, la tua delusione, avendo illustrato alle tue amiche turiste straniere, le bellezze del tuo paese, della tua terra come tu l’hai sempre vista, con gli occhi dell’amore di un figlio, doverla invece mostrarla sotto altro aspetto. Doverla presentare con quelle pecche inammissibili per un paese, una regione, per una nazione, ricche di quell’umanità anche cafona, come tu la definisci, di letteratura, di storia, di arte. La tua impossibilità di trovare uno, un solo scritto di quel Nino Cosiglio, che rappresenta il vostro Verga. Trovo triste anche per me e anche terribile che non ci sia nulla di quanto rappresenti l’importanza e l’interesse di tutti i cittadini, in quella che sarebbe dovuta essere una libreria super fornita. Triste e amareggiante che a nessuno degli scritti di Nino Cosiglio ma anche di tutti i rappresentanti della cultura passata e attuale non si dia il giusto valore per il lustro che con le loro opere hanno dato e danno alla loro comunità. Ancora più deplorevole che, con ogni probabilità, ciò dipenda da personaggi più o meno riprovevoli per la cialtroneria, per l’indifferenza nel mettere in luce le positività di cui si può fregiare la propria città. Tutto ciò perché? Probabilmente per soli interessi personali, per non permettere che i finanziamenti disponibili non siano devoluti a ciò che non può che contribuire al miglioramento dell’educazione e del futuro anche delle giovani generazioni.
Tutto ciò mi duole, Michele caro, perché tanti dei problemi che sommergono la tua terra, sotto certi aspetti, ahimè, appartengono anche alla mia!
circa un’ora fa · Mi piace · 1
Elisabetta Martini L’emozione che ti da la scrittura non si può minimizzare in questa netta distinzione tra “scrittori veri” e “scarabocchisti” che pensano di aver creato un’ opera d’arte… chi decide poi quale sia l’arte? Quando avrai emozionato anche solo una persona potrai dire di aver creato un’opera d’arte.
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